GRUPPO PROMETEO CONTRO I CPT
Il Gruppo Prometeo è un'associazione studentesca che lavora nella Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bologna a partire dal 1991.
Come associazione di studenti di Medicina, che da anni cerca di rivendicare non solo il ruolo sanitario del medico, ma anche e soprattutto il suo ruolo sociale, ribadiamo ancora una volta che gli operatori sanitari non possono rimanere indifferenti di fronte alla vergogna dei CPTA.
Il fondamentale ruolo sociale del medico viene riconosciuto in primis dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ribadisce a chiare lettere il ruolo dei medici come portatori di diritti umani, tra i quali il diritto alla Salute, nonchè dal nostro codice deontologico ed etico.
Questa funzione sociale ci viene imposta, oltre che dal nostro codice civile e penale (viene punito infatti il medico che denuncia fatti considerati violazioni stesse del codice), anche dai principi del diritto internazionale, che riconosce ad ogni essere umano in quanto tale dei diritti fondamentali inviolabili che sono antecedenti e superiori a quelli delle sovranità nazionali.
Ci riferiamo, nello specifico, alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (1978): “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.” e alla Dichiarazione di Alma Ata (1978) che definisce il concetto di salute come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia o infermità, è un diritto umano fondamentale e riafferma che il raggiungimento del maggior livello di salute possibile è un risultato sociale estremamente importante in tutto il mondo”.
Date queste premesse non possiamo che opporci all’istituzione e al mantenimento dei CPTA, non solo perchè palesemente violano il diritto internazionale, ma anche perchè sono luoghi che creano deliberatamente danni alla salute di chi è detenuto (patologie psichiatriche,infettive,abuso costretto di psicofarmaci,violenze e torture…).
Crediamo, quindi, che un medico debba opporsi a queste strutture non solo manifestando formalmente il suo rifiuto, ma anche e soprattutto utilizzando tutti gli strumenti che il suo ruolo gli mette a disposizione; deve infatti denunciare casi di abuso e violenza SENZA falsificare i referti medici come spesso i medici dei CPT e degli Ospedali fanno; deve difendere la sua indipendenza professionale dalle intromissione del potere politico,giudiziario e dalle forze dell’ordine; deve combattere politiche sanitarie discriminatorie e deve testimoniare le mancanze o le omissioni degli altri medici.
Dopo aver supportato un anno fa le smontatrici e gli smontatori del Cpt di via Mattei, scendiamo quindi in Piazza di nuovo e, se necessario, continueremo a farlo, per chiedere senza concessioni la chiusura di questi luoghi di vergognosa violazione.
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