ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BOLOGNA - FACOLTA' DI MEDICINA E CHIRURGIA - GRUPPO PROMETEO

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Piccole storie ignobili

 

PICCOLE STORIE IGNOBILI

Blitz della polizia alla Clinica Ostetrica del Nuovo Policlinico di Napoli, per indagare su un´interruzione di gravidanza effettuata su una 39 enne che aveva in grembo un feto malformato. Il sospetto sarebbe nato da una denuncia anonima secondo cui la donna avrebbe ottenuto un aborto fuori legge per disfarsi del neonato.
La Repubblica, 12/01/2008

“Un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente".Nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un'interruzione di gravidanza, il medico neonatologo deve intervenire per rianimarlo, "anche se la madre è contraria, perché prevale l'interesse del neonato"
Lettera dei direttori di Ginecologia e Ostetricia delle Università di Roma:

gravidanza

Alla luce di questa grave violazione del diritto e della sofferenza, come  Gruppo Prometeo non riusciamo a stare in silenzio di fronte a  una vicenda che ci coinvolge come futuri medici, come donne e come uomini e di fronte a una strumentalizzazione del dolore di una scelta da parte di certi personaggi e movimenti.
Ci siamo dati alcuni spunti per ragionare e per approfondire il dibattito.

 

DIFESA DELLA VITA

Se la riflessione e l’azione politica sulla difesa della vita devono essere “la questione numero uno nella coscienza di tutti”(G. Ferrara), allora ci sembra opportuno iniziare a riflettere  anche e soprattutto sulle cause di questi morti: OGNI ANNO nel mondo, 19 MILIONI di  aborti clandestini determinano 68.000 morti materne, e si verificano 904 MILA morti per complicanze al parto, 9.7 MILIONI decessi di bimbi sotto i 5 anni per infezioni respiratorie, diarrea, morbillo e malaria (dati WHO).

LA LEGGE 194

La legge 194 FUNZIONA: la legge 194 del 1978 regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) prima del terzo mese e dopo il terzo mese di gestazione, definisce l’obiezione di coscienza e i suoi limiti e ribadisce la centralità dei consultori nell’ aiutare la donna a superare le cause che la limitano nella prosecuzione della gravidanza.
La 194 ha drasticamente ridotto(ma non eliminato) gli aborti clandestini (prime della legge se ne stimavano 200-600.000 /anno) con le sue drammatiche conseguenze e morti. La 194, nei suoi 30 anni di applicazione, ha ridotto del 40% gli aborti in Italia. E’, a nostro avviso, un’ottima legge che, per quanto perfettibile, non dovrebbe essere mai messa in discussione nel suo nucleo centrale. Ci sembra però carente e da potenziare la sua applicazione effettiva a livello territoriale.

RU486

E’ una terapia farmacologia combinata ( mifepristone e misoprotol) che provoca l’interruzione della gravidanza. La maggior parte delle equipes pratica questa terapia fino ad un termine di gestazione di 7 settimane. La terapia deve essere somministrata in presenza di un medico ed è accompagnata da una stretta sorveglianza clinica ed ecografica.  Rispetto alla terapia chirurgica ha diversi vantaggi: non richiede l’ospedalizzazione, elimina i rischi di un intervento endouterino e dell’anestesia, i costi sono  minori. A differenza della maggior parte dei Paesi europei in Italia questo metodo non è autorizzato. E’ in sperimentazione in Piemonte, Liguria, Toscana e Puglia; può essere importata su richiesta degli ospedali, dichiarando il nome della paziente al quale è destinata.
Perché in Italia è così difficile applicare, in questo campo, i principi di minor invasività e minor dolore per il paziente che riteniamo ineludibili altrove?

CORPI E VITE

L’aborto dopo il 90° giorno (il cosiddetto ABORTO TERAPEUTICO) è possibile solo se esiste un pericolo per la vita della donna o se vi sono “rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.” Ricordiamo che l’OMS ha definito la salute come uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”, e la sua promozione come “un processo che conferisce alle persone la capacità di aumentare e migliorare il controllo sulla propria salute”. Non ci sembra si possa banalizzare l’IVG a “omicidio perfetto”, senza tenere in considerazione anche, e forse soprattutto, la donna, individuo socialmente integrato.
Se è il nostro “ruolo” di medici, difendere la vita, forse dovremmo chiederci cosa intendiamo noi per vita e cosa tuteliamo: l’esistenza intesa come rapporti, incontro di soggettività, scelte, decisioni, sogni, speranze o la nuda vita, corpo biologico?
Dal momento che viene posto un conflitto tra il corpo della donna e il corpo del feto (come essere indipendente dalla madre),ci sembra difficile trovare delle risposte certe: da una parte ci chiediamo se per vita “degna” si debba intendere solo quella “sana” in quanto priva di attuali o potenziali processi patologici o mal formativi, dall’altra parte non si può svuotare la gravidanza dei suoi significati personali e considerare la donna  semplicemente un contenitore biologico che subisce le decisioni sociali. In questo senso la legge 194, applicata nella sua integrità, ci sembra un ottimo compromesso perché permette di affrontare la specificità di ogni caso accompagnando nella scelta la madre e le figure per lei significative.

OBIEZIONE DI COSCIENZA

L’OBIEZIONE DI COSCIENZA resta un diritto che ogni operatore può esercitare proprio perché portatore di valori, etica, morale che devono essere riconosciute e tutelate.
Tuttavia, crediamo che in nome di questa possibilità di scelta, non possa non essere garantito un servizio e un diritto previsto dalla nostra legislazione.
Le statistiche, infatti, sono allarmanti: più del 60% dei ginecologi italiani risultano essere obiettori, con percentuali dell’84% in Basilicata e vicine all’80% in Veneto, Lazio e Marche e anche tra anestesisti, infermieri e ostetriche le obiezioni sono molto alte in termini numerici.
Le conseguenze sulle utenti sono tempi di attesa lunghissimi che spesso impediscono di poter effettuare l’IVG nei tempi previsti dalla legge (sono infatti aumentati i casi di urgenze per non far scadere i termini), e viaggi da una regione all’altra se non all’estero per cercare centri pubblici che li effettuino.
Il servizio resta in mano ai ginecologi che decidono di non fare obiezione ai quali si chiede di eseguire quasi solo aborti nella loro vita professionale; e non a caso sono innumerevoli i casi di operatori che decidono di fare obiezione per salvaguardarsi, se non per convenienza.

PREVENZIONE

Ribadiamo l’importanza dei consultori come centri oltre che tecnici, anche e soprattutto di ascolto, di educazione alla sessualità, di convogliamento di servizi sociali e psicologici.
Ancora, c’è il nostro sì alla contraccezione, consapevole e facilmente ottenibile.
Gravissimo invece che non vi sia una regolamentazione precisa sull’utilizzo della pillola del giorno dopo: sono quotidiani i casi di attese massacranti nei pronto soccorsi, di obiezioni da parte di medici di base, ginecologi o farmacisti, di offese celate per chi la richiede. E considerando le tempistiche strette per poterla assumere (72 ore), pensiamo che la questione sia altamente problematica.

Il dibattito continua… Se vuoi parlarne o trovare materiale, il GRUPPO PROMETEO si ritrova:

  • martedì 13-1430
  • venerdì 13-18 con pausa merenda
  • uno di noi, tutti i giorni nella sala studio autogestita (saletta di fronte al Polo Murri)

 

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