Responsabile: Erika
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La “TEMATICA DIMENTICATA”
Lo studente come promotore di cambiamento sociale.
C’è chi crede che il cambiamento debba inevitabilmente partire dall’alto, che gli argomenti formativi contenuti nei programmi ufficiali siano gli unici da trattare e approfondire, come un codice perfetto, eterno e immodificabile. Ma c’è anche chi è convinto che la figura dello studente sia fondamentale per aiutare a migliorare il “pacchetto formativo” del buon futuro medico, portando alla luce anche aspetti che non erano stati mai presi seriamente in considerazione, chi crede che il cambiamento possa partire da piccoli gesti semplici ma incisivi, che possano “dare il la” ad un processo a catena che, a lungo andare, porti ad un miglioramento evidente. Come un trenino di carte da gioco nel quale la caduta della prima carta trascina tutte le altre dietro di sè.
Uno degli “argomenti orfani”, nella miriade di nozioni che uno studente di medicina deve inevitabilmente immagazzinare nel proprio percorso verso la laurea, è il conflitto di interessi tra medici e industrie farmaceutiche, un tema spinoso e spesso scomodo da trattare, ma fondamentale e ineludibile non solo per formare il back round etico del giovane medico, ma anche perchè sottovalutarlo può far fallire la funzione stessa del medico, quale figura che si impegna a tutelare la salute dei suoi pazienti. Infatti, al contrario di quanto comunemente crede la maggior parte degli operatori sanitari, esiste ampia evidenza in letteratura sulla possibile influenza da parte dell’ industria farmaceutica non solo sul comportamento di singoli medici, ma anche di gruppi e persino di Istituzioni, attraverso le più svariate modalità di promozione. Questi condizionamenti non sempre sono evidenti, ma rischiano di minare l’ integrità e l’ indipendenza del medico, del suo percorso educativo e formativo, fuorviando per esempio le sue abitudini prescrittive e facendogli perdere la lucidità clinica tanto a fatica conquistata.
E’ proprio a questo livello che l’impegno attivo dello studente emerge come fondamentale nell’intuire l’importanza del tema, grazie alla sua brillante ingenuità culturale, e nel cercare di renderlo il più possibile condiviso tra gli altri studenti, ma anche nella comunità medica e scientifica in genere.
Da questa idealistica convinzione è partita una ricerca, condotta presso il Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale, un centro universitario nato nel 2006 presso il Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica dell’Università di Bologna, con lo scopo di valutare l’opinione degli studenti della Facoltà di Medicina sul tema del conflitto di interessi, per testare la consapevolezza che i futuri medici hanno di una tematica così urgente non solo sul piano etico.La ricerca ha mostrato come vi sia una scarsa percezione dell’entità e delle possibili ripercussioni del conflitto di interessi sulla professione medica, percezione che oltretutto va affievolendosi nel corso dei sei anni universitari, evidenziando un profondo vuoto o addirittura un peggioramento formativo.
Anche in risposta a questi risultati all’inizio del 2009 è nato un gruppo partecipativo di autoformazione sul conflitto di interessi, grazie anche all’ incontro tra il Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale, il Gruppo Prometeo e l’associazione Nograziepagoio, organizzazione che raggruppa operatori sanitari che praticano e promuovono un rapporto corretto e trasparente con l’industria del farmaco. A queste realtà già consolidate si è poi unito lo spontaneo contributo di singoli studenti di Medicina e Farmacia, di specializzandi e dottorandi.
Il gruppo si è mosso su due fronti paralleli e complementari: da una parte si è concentrato sulla formazione, dall’altro ha cercato di mettere in atto un processo che porti all’elaborazione di strategie concrete di contrasto del conflitto di interessi. Tutto questo nell’ottica che la conoscenza e la consapevolezza siano il fondamento ma non il solo mezzo sufficiente a produrre cambiamento e che debbano quindi essere affiancate da azioni pragmatiche, che abbiano un riscontro immediato sulla pratica quotidiana.
Parallelamente ad un percorso di autoformazione personale dei componenti del gruppo, corredato dalla lettura critica e dalla rielaborazione di articoli inerenti al tema di interesse, abbiamo organizzato un ciclo di tre conferenze per sensibilizzare la componente studentesca e per indurre una forte presa di coscienza collettiva sul tema.
Il percorso è poi culminato in una Tavola Rotonda, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni universitarie, ospedaliere e regionali, che hanno mostrato notevole interesse per le problematiche poste e si sono impegnati a dare rilievo al tema nei rispettivi campi di azione.
La tavola rotonda è stata l’occasione per dare visibilità e per garantire una parentesi istituzionale ad un tema di crescente interesse internazionale, ma che in Italia fatica a venire a galla.
Proprio per questo motivo stiamo cercando di organizzare una serie di iniziative per sensibilizzare parallelamente medici e studenti, facendo della consapevolezza il punto di partenza per cambiare le cose.
Per il 27 Novembre è in programma un congresso di un’ intera giornata, nel quale verrà trattato il conflitto di interessi, approfondendo i vari ambiti in cui questo si manifesta con i suoi effetti devastanti; i numerosi relatori che parteciperanno all’evento presenteranno anche esperienze dirette di come sia possibile per esempio organizzare un ECM ( gli ECM sono i corsi di aggiornamento che i medici e in generale tutti gli operatori sanitari sono tenuti a svolgere, ndr) senza ricevere finanziamenti dall’industria del farmaco, magari rinunciando ad alberghi lussuosi o a cartelline iperaccessoriate; o di come non sia un miraggio pensare ad una ricerca abbia il suo fine ultimo quello della conoscenza scientifica e del miglioramento dello stato di salute della collettività e non sia “indirizzata” dalle necessità di profitto dei finanziatori.
Stiamo inoltre organizzando un elettivo che si svolgerà nel mese di marzo.
Siamo profondamente convinti che il primo passo per poter impedire all’industria farmaceutica di “manovrare” e distorcere l’interesse primario del medico dal bene del paziente sia la presa di coscienza del problema e la volontà di farsi promotori in prima persona di cambiamento. Dai piccoli gesti, rifiutando una penna sponsorizzata, decidendo di non partecipare ad un congresso dai dubbi obiettivi formativi in un posto paradisiaco .
Noi l’abbiamo capito e stiamo cercando di trasmetterlo al maggior numero di persone possibile. Ora tocca anche a voi.
Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale
Associazione “Gruppo Prometeo”
Gruppo “Nograziepagoio
Testo in fomato doc reperibile sul sito dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna.


